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mercoledì 26 settembre 2012

Catalogna, referendum anche senza ok governo Mas annuncia elezioni anticipate il 25 novembre

da www.repubblica.it

Il presidente dell'esecutivo regionale ha annunciato al parlamento di Barcellona che la consultazione popolare si svolgerà in ogni caso, anche se secondo la costituzione spagnola, i referendum possono essere convocati solo dalle autorità centrali. Arrestate 35 persone dopo le proteste di ieria Madrid

MADRID - Il governo catalano convocherà un referendum sull'indipendenza della regione spagnola. Lo ha detto oggi il presidente dell'esecutivo regionale, Artur Mas, intervendo al parlamento di Barcellona. "La consultazione - ha affermato - si svolgerà in ogni caso. Se si potrà fare con un referendum autorizzato dal governo, meglio. Altrimenti ci sarà comunque".

Ieri Mas ha annunciato elezioni anticipate per il 25 novembre, che di fatto saranno già una sorta di referendum sull'avvio di un processo di autodeterminazione della Catalogna. La crisi economica ha alimentato i sentimenti nazionalisti e lo scorso 11 settembre più di un milione di persone è sceso in strada a Barcellona per chiedere l'indipendenza.

Principale motivo di scontro con Madrid è il rifiuto del governo conservatore di Mariano Rajoy di concedere autonomia fiscale alla Catalogna. Secondo la costituzione spagnola, i referendum possono essere convocati solo dalle autorità centrali e non dalle regioni.

Proteste a Madrid, 35 arresti. Si sono sciolti alla Puerta del Sol all'una di questa mattina anche gli ultimi capannelli di attivisti che erano arrivati a Madrid da tutta la Spagna per partecipare alla manifestazione contro i tagli che in serata era degenerata in una vera e propria battaglia con la polizia in cui 35 manifestanti sono stati arrestati, secondo quanto riporta il Pais, e 64 persone, tre cui 27 poliziotti, sono rimaste ferite. Una delle vittime è in gravi condizioni. Dopo lo scioglimento della manifestazione di fronte al Parlamento, dove era in corso una seduta per discutere i nuovi tagli di bilancio, i disordini si sono spostati alla stazione di Atocha, con scontri fino alle piattaforme dei treni. Altri manifestanti, fra i 200 e i 300 si sono ritrovati alla Puerta del sol in nottata per un'assemblea improvvisata.

 
(26 settembre 2012)

mercoledì 12 settembre 2012

Olanda, liberali avanti di misura Crolla l'ultradestra euroscettica

da www.repubblica.it

Si rinnovano i 150 seggi della Camera. Dai primi exit poll il partito liberal-conservatore europeista del premier Mark Rutte (Vvd) è in testa di un seggio sui laburisti filo-Ue del Pvda. Lo sfidante di centrosinistra Samsom si è detto pronto a una possibile coalizione post-voto. I partiti in lizza sono 21

L'AJA - In Olanda vince l'Europa. Si profila infatti una vittoria netta, quasi storica e inattesa in queste dimensioni, per i due maggiori partiti in gara, entrambi europeisti: secondo i primi exit poll della rete televisiva olandese Nos, i conservatori del Vvd del premier uscente Mark Rutte e i laburisti del PvdA di Diederik Samsom sono cresciuti di 10 seggi ciascuno con una leggera prevalenza del primo. Il partito liberal-conservatore di Rutte (Vvd) è in testa di un seggio sui laburisti del Pvda (41 a 40, ne aveva 31), mentre i laburisti del PvdA salgono a 40 (ne avevano 30). Insieme i due partiti contano quindi 81 seggi (sui 150 della Camera olandese) e  - seppure divisi da elementi programmatici - possono sulla carta dar vita a una maggioranza di govero filo-Ue.

L'ultradestra euroscettica di Geert Wilders (Pvv) è data in crollo (- 13 seggi). I socialisti di Emile Roemer (pure euroscettici, ma da posizioni di sinistra) sono indicati invece allo stesso livello delle precedenti elezioni (15 seggi).

Quasi 13 milioni di olandesi (12.696.193 secondo i dati ufficiali) hanno votato in elezioni anticipate seguite in tutta Europa, ma nelle quali gli ultimi sondaggi assegnavano una vittoria alle forze moderate e pro-euro, tagliando fuori le ali euroscettiche del frammentato schieramento politico del Paese.

Il voto appare come una vera e propria boccata di ossigeno contro il sentimento anti-Ue che serpeggia nella quinta economia della zona euro, dove molti elettori sono stanchi delle politiche di salvataggio necessarie per le nazioni più indebitate tra i Ventisette. Nonostante una campagna dominata dalla retorica anti-Bruxelles, il voto di oggi potrebbe consegnare il governo a una coalizione centrista che confermerebbe le politiche di austerity e i tagli di bilancio richiesti dall'Ue. I due principali rivali, in un dibattito televisivo che ha messo fine martedì sera alla campagna elettorale, hanno detto chiaramente che sono pronti un possibile patto post-voto, ricordando che l'Olanda è "un Paese di coalizioni".

Allo stato dei sondaggi infatti un'alleanza fra i due sembra inevitabile, e con la probabile aggiunta di almeno un terzo alleato, in funzione di junior partner, che gli analisti individuano nell'altrettanto filoeuropeo partito democratico centrista D66 di Alexander Pechtold. Non sembra al momento all'orizzonte un'alleanza invece con i cristiano-democratici del Cda di Sybrand van Haersma, penalizzato nei sondaggi e i cui elettori non perdonano la precedente alleanza con l'ultradestra di Geert Wilders, che in aprile fece poi cadere il governo che appoggiava dall'esterno per non avallare pesanti tagli al bilancio chiesti dall'Ue.

Il Pvv di Wilders è fuori dai giochi al momento, in calo, come sembra ridimensionata la sinistra antieuropeista del leader socialista (Sp) Emile Roemer, che fino a qualche settimana fa era la star della campagna elettorale, perdendo poi consensi a vantaggio dei laburisti di Samsom. Il PvdA di Samsom è filoeuropeo, favorevole all'euro, ma chiede di dilazionare i tempi del risanamento del bilancio e chiede di dare più tempo alla Grecia e agli altri Paesi in difficoltà nell'eurozona. Il Vvd di Rutte ha invece una tabella di marcia molto stretta per il suo programma di austerità per riportare il bilancio sotto il 3% del pil entro l'anno prossimo, e ha dichiarato di essere contrario a ogni altro aiuto alla Grecia.

Programmi che fanno intravedere lunghe trattative e accomodamenti nei prossimi mesi - com'è costume del resto in Olanda - per formare una maggioranza, dai contorni ancora incerti. I partiti in lizza sono 21, eletti con un sistema proporzionale puro con un unico collegio nazionale, ma si ritiene che solo una decina ce la faranno a entrare alla Camera dei Deputati. Le urne sono state aperte alle 7 di questa mattina, anche se alcuni seggi hanno aperto alle 6 per favorire il voto dei molti pendolari - ci sono anche 40 seggi presso le stazioni ferroviarie. I seggi distribuiti nelle 12 province olandesi erano circa 10 mila, 40 mila gli scrutatori. I seggi hanno chiuso alle 21. L'affluenza alle urne è stata del 27% circa nel primo pomeriggio, con un leggero calo dal 29% delle elezioni del giugno 2010. Due anni fa l'affluenza era stata del 75%.
(12 settembre 2012)

domenica 9 settembre 2012